Spazio FLab e la creazione di uno spazio abitabile tra arte, design, gusto e relazioni

Prima ancora di entrare da Spazio FLab, un corridoio di tufo introduce già a un cambio di ritmo, che il passo rallenta da sé.

Affacciata sul mare, la prima edizione di Spazio FLab prende forma a Posillipo, al civico 292 della via principale, seguendo una logica che non è quella dell’evento tradizionale, ma delle combinazioni e dell’attraversamento.

Le materie, il passaggio tra gli ambienti, il mare che si apre dalla finestra oltre il buffet. È proprio un’opera di Teresa Carnuccio a introdurre all’ambiente, un tessuto che riproduce l’impronta dell’onda e accompagna l’ingresso. In questo stesso flusso si inseriscono arte, design, moda e cultura del gusto, che non si dispongono in sezioni separate ma si accompagnano vicendevolmente.

Dentro gli intrecci

L’intreccio che definisce il progetto Spazio FLab si percepisce in questa continuità: le opere e gli oggetti di design convivono con le conversazioni, mentre lo spazio invita a restare dentro le cose più che a passarci accanto rapidamente.

A costruirsi è un paesaggio di materiali e linguaggi: dalle ceramiche smaltate dai colori del tramonto – di The Circle Objects – a quelle bordate di blu che si rifanno al mito – di Vanessa D’Angelo -, dalle cianotipie meditative – di Teresa Carniccio – alle mise en place by Giuditta StraDesifgn, dai tessuti del Mediterraneo Holy Caftan fino alla manifattura artigianale del sandalo a firma di Rasoterra.

Il ritmo si adatta alla giornata e, con l’aperitivo, si apre il DJ set (a cura di Francesco Silvestri). I gesti si fanno più diretti, si moltiplicano le fotografie, e anche il semplice atto di fermarsi ad ascoltare e salutare un’artista – che si conosceva solo attraverso Instagram – diventa parte dell’esperienza. 

Tra vino e fiori, con le proposte di Cantine Olivella e le composizioni di Flover, prende forma una relazione diretta con il territorio, mentre l’ estetica e il gusto si intrecciano in un networking che non è solo culturale. 

Tra dolci e biscotti della Pasticceria Benito, i prodotti da forno di Dr. Baking e i vini selezionati da Laboris e Salumeria Contavoli, il dialogo tra le persone passa anche attraverso ciò che si assaggia e il commento che se ne condivide.

Una continuità possibile

Il progetto Spazio FLab nasce dall’incontro tra due generazioni e due percorsi diversi, che condividono una visione senza sovrapporsi. Fonder e co-founder sono Fiorenza Cucco, con la sua esperienza nella valorizzazione del Made in Italy e nella costruzione di relazioni culturali, e Ludovica Criscuolo, attiva sul fronte delle partnership e della comunicazione.

La loro presenza, durante la prima edizione di questo format che si è tenuta nella giornata del 18 giugno, è gentile, premurosa, solare, mentre il palazzo di Posillipo – e la sua vista – non resta sullo sfondo, ma interviene, suggerisce.

A questa dimensione si lega il tema dei Colori di Napoli, che non vengono intesi come codice estetico ma come traccia emotiva della città. Il giallo della luce, il blu profondo del mare, il rosso pompeiano e le tonalità più vive del tessuto urbano emergono attraverso i codici e le tipografie di United Colors of Naples.

Ciò che rimane, oltre la sequenza dei momenti – saluti, sorsi di vino, assaggi, conoscenze e fotografie – è la sensazione di uno spazio che sa generare prossimità. Le connessioni non si esauriscono nel tempo dell’evento, ma continuano a esistere in una forma più aperta, come succede su una terrazza sul mare, ma soprattutto: vanno oltre il mondo dell’online.

Spazio FLab si colloca così in un territorio in cui la cultura del design e del gusto diventa costruzione di spazi abitabili.

Le foto sono di Francesco Amirante, per la prima edizione di Spazio FLab.

ANNARITA GENOVA
ANNARITA GENOVAfounder & director
Parole prime.
Brand journalist, mi occupo di giornalismo e comunicazione.
LE RUBRICHE